Come si diventa un operatore culturale

Intervista a Elisa Rocchi

Come si diventa un operatore culturale
QUALI SONO LE 3 ATTIVITÀ PIÙ IMPORTANTI CHE FAI NEL TUO LAVORO?
Mi occupo di libri per bambini e ragazzi proponendo attività laboratoriali a realtà private e pubbliche. Mi occupo di educazione alla lettura.
La parte più importante del mio lavoro è sicuramente la progettazione.
È una fase che amo molto perché implica la capacità di guardare avanti e proiettarsi nel futuro. Scrivere un progetto, proporre un’idea a una scuola o a una biblioteca, significa avere un atteggiamento propositivo. Progettare una attività didattica richiede cura e attenzione, è un ottimo esercizio di concentrazione.
Un altro aspetto importante del mio lavoro di attivatrice culturale – come mi piace definirmi – è il confronto con il territorio: la capacità di fare rete e tessere relazioni è fondamentale per una realtà associativa come quella che ho fondato (Barbablu).
Infine, direi che una attività altrettanto importante è l’ascolto dei bambini e ragazzi a cui propongo laboratori e attività. Tenere il polso del gruppo, intuire quale direzione proporre in base all’evoluzione del setting… sono aspetti che richiedono flessibilità ed elasticità.
 
CHE STRUMENTI UTILIZZI?
Occupandomi di libri per bambini e proponendo attività di educazione alla lettura, il mio principale strumento di lavoro è proprio il libro. Potrei dire che, più in generale, le storie e le narrazioni sono lo strumento dal quale inizio a progettare e a proporre iniziative.
 
COME SI DIVENTA UN “OPERATORE CULTURALE" COME TE? CON QUALI ESPERIENZE DI STUDIO ED ESPERIENZE?
Il mio percorso di studi mi ha portata a Bologna, prima alla Facoltà di Scienze dell’Educazione e, successivamente, all’Accademia Drosselmeier - Scuola per editor e librai per l’infanzia.
Ho svolto, poi, per tanti anni volontariato culturale in Biblioteca Malatestiana, nella sezione Ragazzi.
Per diventare “educatore alla lettura” non c’è una strada precisa anche se è recentissima (di qualche mese fa) la nascita di un corso di formazione per creare figure professionali di promotori della lettura.  
 
IL TUO MOTTO?
Una frase che amo e che mi incoraggia ad avere sempre uno sguardo lungimirante è quella di Salvador Dalì: “Più di tutto mi ricordo il futuro.”
 
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